Sàrmede
Origine del nome
L’origine del nome Sarméde pare sia da collegare al popolo dei Sarmati, una popolazione scesa sul territorio ai tempi delle invasioni barbariche, nome che rappresenta effettivamente un “unicum” linguistico nel panorama dei nomi dei piccoli paesi che costellano la Pedemontana Trevigiana.
Il territorio era però abitato sin dall’età del bronzo (ritrovamenti di ceramiche, frecce, selci in cima al Monte Castelir) e, ancor di più, in epoca romana, come testimoniano una sepoltura - detta "tomba del Dominus Villae" – e un cippo intitolato a Poblicius Germanus presso il quartiere di Palù.
Il motivo di tali intense frequentazioni va sicuramente ricercato nella presenza di numerose fonti d’acqua, soprattutto nella parte di territorio situata alle pendici del Cansiglio (borghi di Montaner, Val e Rugolo), ma anche nella vicinanza alle più importanti vie di transito, che hanno fatto di Sarmede un crocevia fondamentale per genti e merci lungo le direzioni est-ovest e nord-sud del continente europeo.
Sàrmede nel Medioevo
In epoca medievale, in tutta la zona pedemontana si sviluppò forte la fede cristiana, grazie all’influenza della vicina Aquileia, e la pieve più antica del territorio di Sàrmede fu quella del Borgo di Rugolo, dove è stata eretta una chiesa dedicata a San Giorgio, costruita sui resti di un antico sacello.
Oltre a Rugolo, durante il medioevo crebbe di importanza anche la frazione di Borgo Val, arroccata in cima ad una collina, il cui nucleo abitativo si sviluppò intorno torno ad una chiesetta consacrata, Santa Cecilia del Colmello, mentre poco lontano, sul colle della “Jerona”, c’era il castello della Montanara, eretto nel 958 dai Longobardi e ora quasi totalmente scomparso.
Per ovvi motivi collegati alla sicurezza, in questo periodo la popolazione abitava soprattutto le zone “alte”, intorno al castello di Rugolo e a quello dei Da Camino a Montaner. Fu solo verso la fine del 1400, quando finirono le ostilità collegate alla guerra contro gli Ungari (1411 – 1418), che le prime famiglie da Montaner e Rugolo si spostarono verso Sàrmede, ossia verso la pianura. Nel frattempo, precisamente dal 1388 al 1454, Montaner era diventata una “regola” aggregata a Cordignano e influenzata della Repubblica Veneta.
Dopo il periodo longobardo, in epoca feudale, Sàrmede divenne possedimento dei conti da Montanara, di origine Franca, che si resero protagonisti di alcune notevoli imprese, tra cui il salvataggio dell’Imperatore di Sassonia, che li ricompensò concedendogli appunto la Rocca di Montanara, situata nei pressi dell’attuale abitato di Montaner. Gli eredi dei Da Montanara abbandonarono poi il possedimento per andare in pianura, verso Oderzo, esattamente in località Camino, dove edificarono un castello chiamato poi Da Camino, dando origine ad una nuova stirpe, quella dei Da Camino appunto. Fu così che Montaner divenne proprietà dei Caminesi di Serravalle, per finire poi nel 1339 alla Repubblica di Venezia.
Le epoche successive: crisi e rinascite
Purtroppo però, nel periodo che va dal 1477 al 1499, Sàrmede e tutta la zona circostante vennero invase dai Turchi e poi ripetutamente colpite da una serie di pestilenze, come quelle del 1567, 1574, 1580, 1589, 1628, 1630.
Fu solo dal 1600 in poi che Sàrmede diventò più popolosa di Rugolo e, quindi, assunse maggiore importanza.
Fra il 1669 ed il 1704 gli abitanti di Sàrmede ebbero la possibilità di acquistare diversi appezzamenti di terreno dai grandi latifondisti, ossia le famiglie benestanti di Cordignano e Serravalle, mentre una serie di ordinanze e leggi di carattere civile e religioso trasformarono completamente l’organizzazione del territorio a cavallo tra il 1700 e il 1800.
In questo periodo, vi fu un notevole aumento dell’attività agricola e commerciale, venne fondata la cassa rurale e la cooperativa di consumo e, nel 1810, Rugolo e Sàrmede con Montaner vennero inglobate sotto un unico Comune, dando così origine all’amministrazione comunale di Sàrmede.
Lo sapevi che?
Nel 1967 ci fu a Montaner quello che viene ricordato come “ultimo Scisma” della chiesa cattolica?
Dopo la morte di Don Faè, tra i parrocchiani era opinione comune che suo successore dovesse essere il cappellano don Antonio Botteon, il quale aveva assistito don Faè nei suoi ultimi tre anni di vita. Tuttavia mons. Albino Luciani, all'epoca vescovo di Vittorio Veneto, nominò un altro presbitero, don Giovanni Gava.
Rifiutando la scelta, in paese si costituì un comitato che chiedeva al vescovo di affidare la parrocchia al cappellano o, quantomeno, di confermarne la residenza a Montaner come viceparroco. Il vescovo Luciani respinse la richiesta e, dopo un periodo di negoziazioni fallite, la popolazione compì un vero e proprio scisma, costituendo in paese una comunità ortodossa e la sera del 26 dicembre 1967 venne celebrata a Montaner la prima messa secondo il rito bizantino.
Successivamente venne edificata la chiesa ortodossa, consacrata il 7 settembre 1969. Attualmente, a Montaner convivono ancora le due fedi.
Nel 1894 a Montaner è stata fondata la prima Cassa Rurale e Artigiana, che poi ha dato origine alla Banca di Credito Cooperativo delle Prealpi Trevigiane, ora Banca Prealpi San Biagio?
È il 1894 quando, a Montaner, nasce la Cassa Rurale e Artigiana. L'avvento della cooperazione nel credito cambia, in meglio, la vita della realtà pedemontana, dove la povertà è diffusa e legata al fatto che la maggior parte della popolazione è dedita al settore primario, con proprietà troppo frazionate per permettere un dignitoso guadagno. Da aggiungere anche agenti atmosferici che possono condizionare un'intera annata di raccolto e quindi tutte le fonti di sostentamento.
Proprio i contadini di fine Ottocento, bisognosi di credito e spesso necessitati a ricorrere all'usura, decidono di prendere per mano le sorti della loro comunità e delle loro possibilità di sviluppo costituendo "una società cooperativa in nome collettivo colla denominazione di Cassa Rurale di prestiti di Montaner, frazione del Comune di Sarmede".
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