pagnoca

Classe 1919, nativo di Montaner di Sarmede, Pagnoca è stato uno dei personaggi di primo piano della Resistenza. Sottotenente di artiglieria da montagna nella ex Jugoslavia, dopo l’8 settembre aveva raggiunto la sua abitazione di Montaner dove, insieme a Don Giuseppe Faè (don Galera), il parroco del paesino, aveva iniziato a organizzare un vasto movimento di resistenza locale.

 

Con l’arresto di don Giuseppe, il 26 marzo 1944, era salito con gli altri giovani di Montaner stabilmente sull’Altopiano del Cansiglio, dando vita a quello che sarà il leggendario battaglione, poi brigata e infine Gruppo Brigate Vittorio Veneto, composto da elementi di Montaner e più tardi anche di Vittorio Veneto e paesi limitrofi, di cui sarà comandante militare fino alla Liberazione.

 

Personalità poliedrica (tiratore eccezionale, esperto in armi ed esplosivi, gran camminatore e validissimo fotografo: a lui dobbiamo buona parte della documentazione fotografica degli anni 1944-’45), Pagnoca non è stato solo un protagonista della Resistenza, ma una figura leggendaria, quasi un mito. Congedato con grado di vicecomandante della Nannetti, per alcuni mesi questore di Treviso, decorato più volte al valor militare per la Resistenza, cittadino onorario di Vittorio Veneto, cercò di mantenere viva la memoria della Resistenza: si deve a lui la fondazione nel 1980 dell’istituto Storico della Resistenza di Vittorio Veneto, ancor oggi in attività e che raccoglie le memorie e i documenti della stagione resistenziale del Vittoriese.

 

Ci ha lasciati nel 2003, assieme ad un patrimonio di ricordi, esempi e testimonianze di una vita vissuta all’insegna della libertà e dell’impegno civile. Per queste ragioni, dalla piazza di Montaner parte oggi un sentiero a lui intitolato (il Sentiero Pagnoca, Sentiero CAI 1061), che salendo fino al Cansiglio incrocia alcuni dei luoghi della resistenza, finendo in Col Alt e al Parco dei Carbonai.

 

Per maggiori informazioni su questo itinerario, si veda: https://isrev.it/sentiero-pagnoca.php